Brexit, cosa fai!Tempo di lettura stimato: 1 min.

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Donald Tusk, il presidente del Consiglio Europeo, ha annunciato che se necessario, l’Unione Europea dovrà essere “aperta a una estensione” della permanenza britannica in Europa. Non si sa quali sarebbero le reazioni degli altri Stati europei, in quanto un’estensione richiederebbe un consenso all’unanimità di tutti e 27. Inoltre Jean-Claude Junker ha detto che se avvenisse un’estensione oltre il 23 maggio, il Regno Unito sarebbe costretto a partecipare alle elezioni parlamentari. Ma come si è arrivati a questo punto?

Martedì il governo May ha presentato al parlamento l’accordo Brexit rinegoziato, contenente assicurazioni giuridiche in merito al confine con l’Irlanda del Nord (dei quali problemi abbiamo già parlato la settimana scorsa), e chiarimenti su una proposta di unione doganale. Il Parlamento ha respinto l’accordo con una maggioranza di 149 voti (391 favorevoli, 242 contrari alla proposta). Quindi: Irlanda del Nord non soddisfatta e scozzesi non contenti del nuovo sistema doganale.

Nella giornata di ieri c’è stato un voto sull’eventualità di uscire dall’Europa senza accordo, il cosiddetto “no-deal”. Dato che c’è una notevole maggioranza a favore di un accordo, non è passato. Oggi ci sarà un ulteriore voto sulla possibile proroga del periodo di negoziazione sull’articolo 50 a oltre il 29 marzo. Dovesse passare, come già detto, starà alla UE decidere.
Da questa analisi possiamo supporre i seguenti scenari: nessun accordo, ulteriore voto sull’accordo del Primo Ministro, rinegoziazione, nuovo referendum, elezioni generali o nessuna Brexit.

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