Armi di distrazione di massaTempo di lettura stimato: 2 min.

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Ieri sera, i dibattiti di “Otto e Mezzo” e “Dimartedì” sono stati molto accesi. I toni si sono riscaldati tra l’ex sindaco di Venezia Cacciari e la ministra per la Pubblica Amministrazione Bongiorno e tra i giornalisti Giannini e Belpietro, a causa delle numerose contraddizioni del governo giallo-verde e dei tentativi di razionalizzarle.

Dopo numerosi retromarcia quali l’Ilva, il gasdotto Tap e le trivelle, la più recente di tutte riguarda lunedì sera: il governo, lo stesso che ha giocato la propria campagna elettorale condannando il salvataggio delle banche, ha varato un decreto che prevede garanzia dello Stato sulle nuove obbligazioni della Carige (Cassa di Risparmio di Genova). Gli strumenti, cifre a parte, sono identici a quelli previsti dal decreto con cui nel 2016 il governo Gentiloni concesse “la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane”.

Tuttavia, tale decisione, che disillude l’elettorato giallo-verde, sembra essere passata in secondo piano all’annuncio del Presidente del Consiglio Conte, secondo cui i porti italiani verranno aperti per 15 su 49 migranti che attendono in mare a bordo delle due navi umanitarie al largo di Malta. A cogliere ancora di più l’attenzione sono i disaccordi quasi tragicomici tra i tre leader, che sono pubblicamente in discordanza l’uno con l’altro: Salvini continua a volere i porti chiusi, Di Maio salverebbe solo 7 donne, e Conte ne prenderebbe 15, “anche i mariti perché non smembriamo le famiglie”.

Questi siparietti sul tema immigrazione, che fanno tanto scalpore, sono una tipica strategia di depistaggio mediatico: direzionando l’attenzione del pubblico sulla contraddizione minore, che comporta il salvataggio di vite umane, tutto il resto passa in secondo piano. Un’arma di distrazione di massa questa, che devia l’attenzione del pubblico da problemi importanti e cambiamenti delle elites politiche. 

Un’altra strategia della manipolazione attraverso i mass media, citata nel Decalogo falsamente attribuito a Noam Chomsky, è quella del “problema-reazione-soluzione”: si crea un’emergenza, in questo caso la migrazione, per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare.

Siamo quindi sicuri che il governo stia realmente tentando di risolvere la situazione? A detta di Massimo Giannini, “Salvini avrà sempre bisogno dell’emergenza immigrazione e che questa non venga risolta, perché rappresenta la sua via di fuga” in caso il governo inciampi nelle sue stesse promesse elettorali.

http://www.la7.it/otto-e-mezzo/video/cacciari-al-ministro-bongiorno-sul-decreto-sicurezza-e-la-legge-di-creonte-che-impedisce-di-09-01-2019-259860

https://www.youtube.com/watch?v=Lghiu2q7SzU

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