Americani che vanno, conflitti che arrivano?Tempo di lettura stimato: 1 min.

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George W. Bush, ex presidente degli Stati Uniti, il 1 maggio 2003 annunciò “mission accomplished”, riferendosi alla guerra in Iraq. Purtroppo i conflitti durarono per molti anni dopo, arrivando fino alla presidenza di Barack Obama. Il presidente odierno Donald J. Trump ha da poco annunciato che l’ISIS in Siria è stato sconfitto, e che saranno rimpatriate le 2000 truppe americane presenti nel territorio.
Siamo di fronte a una situazione come quella nel 2003 o le cose sono diverse? Vediamo allora le possibili conseguenze di questa decisione.

Partendo da chi rimane sicuramente indebolito, non possiamo non parlare dei curdi. Infatti le truppe americane erano colonna portante di questa popolazione e loro protettori. Se i curdi hanno dato una grande mano agli Stati Uniti nella riconquista di Raqqa e dei territori gestiti dallo Stato Islamico, si ritroveranno invece da soli a dover affrontare la Turchia di Erdogan che da giorni minaccia di attaccare le forze curde siriane attaccate al Partito dei Lavoratori Curdi in Turchia.

Inoltre, in questo modo Iran e Russia vengono lasciati soli nel gestire il loro intervento a favore di Assad e ancora una volta a sfavore dei curdi.

Quindi, premettendo che l’ISIS sia veramente stato sconfitto in Siria (anche se sembra evidente che sia in controllo di alcuni piccoli territori), siamo veramente di fronte a una distensione dei conflitti nella regione siriana, o ci aspetta una brusca intensificazione di questi, che in poco tempo riporterà le truppe americane in Siria?

Per approfondire:

https://www.internazionale.it/…/pi…/2018/12/20/trump-truppe-

https://www.ft.com/con…/e2f8f4d0-0465-11e9-99df-6183d3002ee1

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