L’Abruzzo e la svolta del M5STempo di lettura stimato: 2 min.

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Le elezioni regionali abruzzesi, tenutesi domenica 10 febbraio, potrebbero segnare un punto di svolta nella politica italiana. Sicuramente hanno rappresentato un grande cambiamento per l’Abruzzo, e possono rivelare interessanti dettagli sugli spostamenti sulla scena politica.

La prima cosa da segnalare è il crollo del Partito Democratico, in forte calo rispetto al 25,5% delle scorse elezioni regionali e al 17% delle politiche 2018. A salvare il risultato sono le numerose liste civiche, grazie alle quali il candidato del centrosinistra si attesta comunque secondo nella Regione. Tra i partiti del centrosinistra debutta anche +Europa, attraverso la civica +Abruzzo. Rispetto al risultato del 2014, tuttavia, il risultato non sembra essere un successo: Centro Democratico (uno dei partiti che sono confluiti in +Europa) aveva raccolto più voti sia in termini assoluti, sia in termini relativi. La lista non riesce ad eleggere nemmeno un consigliere regionale.

Lo schieramento vincitore è indubbiamente il centrodestra, che elegge il proprio candidato (Marco Marsilio, romano di Fratelli d’Italia ndr) a Presidente della Regione Abruzzo. Il risultato più impressionante è indubbiamente quello della Lega, che non si era presentata alle scorse elezioni regionali. Dopo aver raccolto circa il 14% dei voti alle politiche, il Carroccio si attesta primo partito con il 27% dei voti. Cade invece Forza Italia, mentre cresce di molto Fratelli d’Italia, che raddoppia i propri consensi e si attesta al 6,4%.

Il vero protagonista di questa tornata elettorale, però, è il Movimento 5 Stelle. Il Movimento era molto promettente in Abruzzo, dove alle politiche aveva totalizzato quasi il 40% dei voti. Cala anche rispetto alle precedenti regionali, fermandosi al 19,4% e con un candidato al terzo posto. Molti hanno visto in questo risultato una débacle del partito di maggioranza al governo. Di Maio, dopo alcuni giorni di silenzio, afferma di non pensarla così, in un articolo apparso sul Blog delle Stelle. Tuttavia, è in questo stesso articolo che annuncia due grandi novità per il Movimento (da sottoporre ad approvazione online). La prima è che, a detta del vicepremier, il Movimento deve smettere di presentarsi dove non è pronto. La seconda novità è però quella più interessante: Di Maio vorrebbe aprire alle liste civiche. Siamo forse di fronte a una svolta “istituzionalizzante” del partito-non-partito?

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