A un mese dalle elezioni la Sardegna è ancora senza giuntaTempo di lettura stimato: 1 min.

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Sembrava un’onda inarrestabile destinata a travolgere la politica sarda: Christian Solinas il 26 febbraio festeggiava la prima storica volta di un governatore isolano sostenuto dalla Lega, e giurava che quello era solo l’inizio. Salvini pochi giorni prima aveva detto che la giunta sarebbe arrivata un quarto d’ora dopo la proclamazione degli eletti. Sulla scia dell’entusiasmo di una vittoria mai davvero in discussione (48 per cento e 36 seggi su 60), molti avevano pronosticato un quinquennio di facile dominio per Solinas.

E invece, 45 giorni dopo, la Sardegna non ha ancora una giunta. Martedì ci sarà il primo consiglio regionale della legislatura, gli assessori sicuri del proprio posto sono 5 su 12 e per la presidenza dell’assemblea c’è il caos più completo. Il vero problema, sottovalutato nell’immediato post voto, è che quei 36 seggi conquistati provengono dalla somma di 9 liste diverse, ognuna delle quali adesso è passata all’incasso.

Le spaccature cominciano sul nome del presidente del consiglio: Michele Pais, il candidato della Lega, può contare su circa 20 voti, mentre Forza Italia continua a spingere su Antonello Peru, forte di circa 16 voti. E continuano in fase di spartizione assessorati: la Lega ne vuole tre oltre alla presidenza, idem Forza Italia. E mentre la mostra di muscoli tra i due partiti più grandi va avanti, le piccole forze chiedono di poter contare e vogliono uno o due assessorati a testa. Secondo il Corriere della Sera ci sono 13 richieste per 12 assessorati, senza contare il fatto che 5 di questi assessorati Solinas li ha praticamente già assegnati. Insomma, a quattro giorni dall’inizio ufficiale del governo Solinas, il governo ancora non c’è, e si vedono poche vie d’uscita.

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