A Milano la grande manifestazione sovranista in vista delle europeeTempo di lettura stimato: 2 min.

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Il palco è pronto ormai da un paio di giorni: oggi pomeriggio in piazza Duomo ci si aspettano circa 100 mila persone. O almeno tante ne ha chiamate Matteo Salvini, che a questa manifestazione crede e tiene. Anche perché, su quel palco, insieme a lui ci saranno i rappresentanti di altri 11 partiti sovranisti, tra cui Le Pen e Orban. Tutti invitati e presenti per l’appuntamento più importante della campagna elettorale verso le europee del 26 maggio, “il referendum tra la vita e la morte”, come l’ha definito Salvini. L’invito a “fare la storia” (sempre Salvini) sarà probabilmente raccolto da decine di migliaia di persone, che prima di arrivare in piazza Duomo compiranno, insieme al ministro dell’interno e allo stato maggiore della Lega, il canonico percorso del corteo del 25 aprile, che parte da Porta Venezia.

Ma a Milano oggi non ci sarà solo la Lega, anzi. All’enorme portata della manifestazione leghista ha fatto da contraltare un sempre maggior clima di contestazione. Tant’è che per oggi è organizzato almeno un altro controcorteo ufficiale, che terminerà in piazza Cairoli. Il leader leghista non è sembrato preoccupato (“stiamo cambiando la storia dell’Europa, non ci fermeranno loro o la pioggia”), ma negli ultimi giorni Milano è stata tappezzata dalle “banconiadi”: striscioni o lenzuoli appesi ai balconi, in cui si contesta il ministro dell’interno, o si ricordano i 49 milioni che la Lega ancora deve allo Stato Italiano. Sfruttando l’apice di un fenomeno, quello degli striscioni, che da qualche giorno segue Salvini ovunque lui vada, e che dimostra come la sua forza non sia più quella di sei mesi fa, Carlo Calenda ha poi voluto pubblicamente sfidare su Twitter l’avversario politico. “Sai che c’è @matteosalvinimiche mi sono rotto di farmi dire da te dove sarò o dove non sarò. Quindi io ci sarò. Senza scorta e senza cordoni. Pronto a fare un confronto con te e con i tuoi elettori”: così l’ex ministro ha voluto annunciare la sua presenza di oggi pomeriggio in piazza Duomo.

Vedremo come si concluderà questo climax elettorale di tensione e sfide, se davvero si farà la storia domani, se Calenda ci sarà e se sarà lasciato partecipare, e soprattutto cosa uscirà dalle urne il 26 di maggio, ma in tutto ciò si segnala un atto condannabile: ieri la sede della Lega nella Darsena di Milano è stata oggetto di una sassaiola che ha distrutto alcune vetrate. Forse prima arrivano le elezioni e meglio è.

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