10 giorni per far cadere il governoTempo di lettura stimato: 2 min.

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ALBERTO PIZZOLI / AFP

Dalle elezioni del 4 marzo ad oggi, non si è mai vista una crisi così profonda nel nostro governo. Salvini afferma che la fiducia è finita, che così non si può andare avanti, DiMaio chiede chiarezza alla lega, e Conte attacca la Lega sul voto in Europa. Ci sono poco più di 10 giorni per far cadere il governo. Dopo, la finestra per votare a settembre sarà chiusa.

Per quale motivo?

Con lo scioglimento del parlamento (che richiederebbe la presa d’atto di Conte del fallimento del suo esecutivo e la decisione del Capo dello Stato), si dovrebbe andare a votare tra i 45 e i 70 giorni successivi. A ottobre sarebbe impensabile un’elezione, dato che bisogna approvare la bozza di bilancio da mandare in Europa e la manovra 2020 fondamentale per l’economia del Paese. Senza questa si finirebbe in esercizio provvisorio, con grossi paletti e vincoli. Qualora cadesse il governo oltre la chiusura della finestra, si dovrebbe ricorrere a un governo tecnico.

Perché questa rottura?

Dopo l’esplosione del caso dei presunti finanziamenti russi e il retro-front leghista sul voto per Ursula Von der Leyen (di cui abbiamo parlato in un nostro recente articolo), Di Maio e il M5S hanno cercato di colpire il ministro degli interni, chiedendo chiarezza.
Salvini, non volendo riferire in aula sul caso Russia e dando ai 5 Stelle la colpa di aver tradito gli italiani votando un ex-ministro tedesco proposto da Merkel e Macron, ha messo benzina sul fuoco, accendendo gli animi.
Il Premier Giuseppe Conte riferirà in aula il 24 luglio, «per ribadire la nostra collocazione geopolitica e per confermare la mia più elevata sensibilità nella tutela della nostra sicurezza e sovranità nazionale», quasi una sfida al suo alleato politico.

Allora? Che si fa?

Il M5S, nonostante questa mancanza di fiducia tra le parti, non parla di elezioni anticipate, ma dice di voler andare avanti. Come mai? Probabilmente per motivi di consenso elettorale.
Matteo Salvini invece afferma che “se arrivassero altri tre no sulla riforma della giustizia, sull’autonomia e sulla manovra, la finestra è sempre aperta”. Inoltre non sarà presente al Consiglio dei Ministri, perché “non c’è nulla di eclatante”.
Se come dice il ministro leghista Giulia Buongiorno, il governo “ogni giorno sembra possa durare altri 4 giorni o altri 4 anni”, oggi sembra che possa durare al massimo 10 giorni.

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